MENUMENU
venerdì 22 marzo

La poesia è da commemorare

La Giornata mondiale della poesia è stata anche in Sicilia più festeggiata che celebrata. Scambio di versi, incontri, reading, ma tutto nel clima gioioso e giocoso di un happening e al contrario dello spirito che la poesia, crocianamente parlando, suggerisce: di raccoglimento, di concentrazione, di appagamento intimo e solitario. Clima invero con qualche punta di ipocrisia, perché non c’è niente di più vituperato in Italia che la poesia: gli editori rifiutano sillogi, le televisioni non hanno un solo programma specifico nemmeno notturno, i giornali non pubblicano classifiche di vendita settoriali, non esiste un editore di genere. Ma piace indossare la palma e posare a corifeo della lirica prestandosi a vivere molto compenetrati e partecipi giornate come quella di oggi quando a scuola non si studia più neppure la metrica. Richiamare dall’oblio la poesia una volta l’anno assume allora il senso di una commemorazione. Come dedicare giornate speciali al poema o alla tragedia. Purtroppo il gusto cambia e il mondo si prosacizza sempre più.

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